venerdì 20 maggio 2011

Comunque vada


Non lo ascolto spesso. Stasera però è venerdì, ho l'estro lavorativo (per fortuna) e me ne sto a casa a scrivere report, cercare formule, aggiustare foto, interpretare spettri. Perciò Max ci sta, con tutto quello che comporta e si porta dietro.
Uno dei primi concerti della mia vita è stato proprio il suo, alla Festa dell'Unità più di dieci anni fa. L'ho poi risentito, molto volentieri, più o meno tre anni fa...ed è stato di nuovo molto bello.
Non so dire cosa mi piaccia di lui e della sua musica, a volte il sound, a volte i testi, a volte i passaggi divertenti e a volte le frasi incomprensibili alla Battiato.
Sicuramente il cuore mi batte sempre un pò di più quando lo ascolto e per certi pezzi in particolare le emozioni sono più forti e intense.
Questo testo, per esempio, è davvero grande.

Comunque vada (Max Gazzè)

Comunque vada darò un sorriso al niente
o ruberò al vento un'acqua di silenzio
amerò le mani tese sui capelli i pugni in testa
il buio ingiusto della mia malinconia
Malgrado tanto io sciolgo ancora idee
come lacci di scarpe inutile follia
non aver badato al mio starnuto al chiasso
dei suoi panni stesi e l'alba rigida nei corridoi

Futilità sospesa scontami il perdono
ho una dignità di schiuma pronta a soffocare
è solo un mio trambusto personale
una pausa insolita ed incerta come l'idiozia

Scappa via scappa via cosa mai sarà
scappa via scappa via non tornerà

Ma resto chiuso e un'amica si frantuma
in un istante un grido svaniscono parole quasi mute
immagini sfinite e il sogno delle sue bugie
marcite intorno alla mia stanza

Curiosità lontana torna fra i pensieri
come giovani farfalle provano le ali
sconnetto me da tutto e tutti si sconnettono
e mi merito un applauso dipinto d'incoscienza

Scappa via scappa via cosa mai sarà
scappa via scappa via non tornerà

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