sabato 31 agosto 2013

Il vento del nord

Ultimo giorno di agosto, tramontana persa, l'estate sta finendo ed è proprio vero che un anno se ne va e che sto diventando grande, a differenza della canzone però io sono contenta che stia succedendo, era pure l'ora.
Non che sia mai stata un'immatura, anzi, penso di aver dimostrato (mentalmente oltre che fisicamente) più anni di quelli che ho sin da quando ero piccola, sempre molto giudiziosa, obbediente, razionale, affidabile...
In questo momento della mia vita però sto crescendo sotto nuovi aspetti, in particolare sotto quelli sentimentali, misurandomi con emozioni, sensazioni, paure e fantasie che non ricordo di aver mai provato.
Mi ascolto meno del solito, nel senso che agisco di più seguendo l'istinto, lasciandomi trasportare da quello che sento e da quello che succede, senza per forza cercare di essere perfetta e di controllare tutto.
La mia attitudine all'analisi patologica di ogni male e di ogni difficoltà la sto ampiamente sfogando nel secondo ambito in cui sono maestra della "sega mentale": la salute. Ma questa è un'altra, noiosissima e monotona storia.
Domani, nel frattempo, me ne vado a Pollenzo, a seguire una Scuola di Comunicazione della Scienza che si preannuncia interessante, dove spero di riuscire a coltivare un po' delle mie passioni e delle mie capacità, decisamente troppo soffocate dalla routine e dalla poca fiducia in me stessa.
Quindi, mentre riordino le idee, la cucina e la valigia contemporaneamente, ripenso sull'ultima mail di mamma, ricca di spunti e di affetto come sempre. Questa volta i protagonisti sono amore, gioia e dolore, tre fratelli siamesi direi. Qui sotto, per chiudere l'ultimo post pre partenza (nel prossimo spero di riuscire a raccontare questa nuova seppur breve esperienza alla porte), ecco un pezzo del messaggio che ho ricevuto:
Quando l'amore vi chiama seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. E quando le sue ali vi avvolgono, affidatevi a lui. Anche se la sua lama nascosta tra le piume potrebbe ferirvi. E quando vi parla, abbiate fiducia in lui. Anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni come il vento del nord devasta un giardino. Perché l'amore come vi incorona, allo stesso modo può crocifiggervi. E come vi fa fiorire, allo stesso modo vi recide. Allo stesso modo in cui ascende alle vostre sommità e accarezza i vostri rami più teneri che fremono nel sole, così può scendere fino alle vostre radici e scuoterle fin dove si aggrappano alla terra.
Come covoni di grano vi raccoglie intorno a sè.
Vi batte fino a spogliarvi.
Vi setaccia per liberarvi dai vostri gusci.
Vi macina fino a ridurvi in farina.
Vi impasta rendendovi malleabili.
Poi vi affida alla sua sacra fiamma, per rendervi pane sacro per il sacro banchetto di Dio.
Tutto questo vi farà l'amore perché conosciate i segreti del vostro cuore, e perché in quella conoscenza diveniate un frammento del cuore della vita.
Ma se nella vostra paura dell'amore cercherete solo il piacere e la pace, allora meglio farete a coprire la vostra nudità e ad abbandonare l'aia dell'amore per il mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutte le vostre risate, e piangere, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non dà nulla se non se stesso, e non prende che da se stesso.
L'amore non possiede, né può essere posseduto. Perché l'amore basta all'amore. E non potete pensare di comandare il cammino dell'amore: se vi trova degni, è lui a dirigere il vostro cammino. L'amore non ha altro desiderio che realizzare se stesso.

Da Il Profeta di Kahlil Gibran.

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